keith-haring-pop-art-331966

Annunci

Buongiorno a tutti/e.Io il caffè l'ho messo su per domattina! Un grosso in bocca al lupo a tutti quelli che hanno l'esame d'informatica...

Buongiorno a tutti/e.
Io il caffè l’ho messo su per domattina! Un grosso in bocca al lupo a tutti quelli che hanno l’esame d’informatica…

Lo so che ho lasciato passare un sacco di tempo dall’ultimo esperimento con  .rtf  e .txt…

Ho provato ad aprire il testo .rtf con WranglerText e effettivamente c’è dentro un sacco di roba… Praticamente “pippo” è solo l’ultima parola di sette righe di testo (incomprensibili…per ora!)

 

 

Schermata 02-2456341 alle 10.06.33

 

Pagina di TextWrangler

Schermata 02-2456341 alle 09.58.53

 

Le caratteristiche di TextWrangler e TextEdit  convertito in “solo testo”

Schermata 02-2456340 alle 17.26.42

Questo è lo screenshoot dei due diversi file “pippo”, uno scritto in Pages (che è il programma di scrittura di Mac) e l’altro in TextEdit (block notes sempre di Mac). La differenza di byte è enorme, il numero dei byte di TextEdit, però non è minimo come potrebbe essere in .txt. E’ l’unica opzione che ho col Mac?

Il senso l’ho capito, ma già che ci siamo facciamo i pignoli…

Il corpo delle donne

Immagino che tanti di di voi conoscano questo documentario. Secondo me c’entra davvero tanto con scuola e educazione. So che Lorella Zanardo fa anche interventi nelle scuole (chiaramente fascia secondaria di primo e secondo grado).

Buona visione

Media come mezzo. Per comunicare, per apprendere, per insegnare. Mezzo per stare bene a scuola con ragazzi che non sempre ci stanno bene. Che non riescono a ricordare e perciò non studiano. Poi meno studiano e meno riescono a ricordare. E in classe sono proprio “un disastro”. Gli insegnanti sono disperati e i genitori pure. Sensi di colpa. Chi sbaglia? Di chi è la responsabilità? Meno male che ci sono i fondi per assumere un’educatrice, così quando il ragazzo “sclera” lo può portare fuori dalla classe. Mi chiamano, bene. Anche quest’anno lavoro. Certo che se mi chiamano vuol dire che è proprio un “caso” difficile. Chissà che fatica, e siamo solo a ottobre. Mi farà schiattare. Poi lo incontri. Lo studi. Ti studia. E impari a conoscerlo. Anzi imparate a conoscervi. Però! Certo che ti fregano sempre. Ti hanno detto che i soldi sono pochi, devi fare qualche ora di volontariato. Per la scuola. Per il Comune. Che vadano a quel paese! Sì, però ora l’hai conosciuto, il ragazzo. Coma fai a dirgli che te ne vai perché ti pagano poco? Lui ti ha già chiesto che lavoro fai, perché mica pensa che stare con lui sia un lavoro… E allora rimani. Per fortuna sei rimasta. Quattro anni insieme. Dalla quinta elementare fino alla terza media. All’esame di terza media lui ha portato il libro di storia che avete fatto insieme un po’ in classe e un po’ fuori. Con la bonaria invidia e l’ammirazione dei suoi compagni. Che lo avrebbero fatto volentieri anche loro un libro così. All’esame ha fatto un figurone. Bravo! Ogni tanto ci rincontriamo. Per strada. O per farci gli auguri di Natale. Ora lui è grande. Sta diventando un uomo. Il suo libro di storia è in qualche scaffale della sua camera. Credo che starà sempre in mezzo alle cose che tiene care. E’ servito a far pace con la storia. E anche con la scuola. A me ricorda un ragazzo eccezionale che ha sempre meno bisogno di aiuto per camminare con le sue gambe. 

ciao,

provo a inserire un tutorial su cmap…

dall’anno nel nome e dalla voce, quello che ci sta insegnando come fare ha più o meno l’età dei nostri alunni!

http://www.youtube.com/watch?v=ajEeY7vhf00

Blockmianotes's Blog

quello che leggo, quello che vedo, quello che sento